Come riportato da The Western Producer, le vendite di nuovi macchinari agricoli in tutto il Nord America sono in costante calo dal 2021, costringendo sia i grandi produttori che le aziende più piccole a tagliare la produzione e a licenziare i lavoratori.
Secondo Ben Voss, agricoltore del Saskatchewan e veterano del settore agricolo, questo declino va oltre la debolezza dei prezzi delle materie prime o la riduzione del reddito agricolo. Egli ritiene che il settore stia affrontando un cambiamento strutturale più profondo.
Le grandi aziende agricole controllano ora la maggior parte dei terreni e sono i principali acquirenti di macchine nuove e ad alta tecnologia. Ma il tradizionale mercato dell'usato - aziende agricole più piccole che acquistano attrezzature usate - si è ridotto. Ciò significa che il mercato è invaso da un numero maggiore di macchine poco usate, che spingono i valori di rivendita verso il basso. Voss cita esempi come le mietitrebbie quasi nuove vendute a centinaia di migliaia di euro in meno rispetto al prezzo di listino.
Con il calo dei valori di rivendita, aumenta il costo della proprietà o del leasing delle attrezzature, rendendo le aziende agricole meno propense a effettuare frequenti permute. Molti si rivolgono a modelli usati con poche ore di lavoro invece di acquistarne di nuovi.
Un'altra preoccupazione è la tecnologia. Le macchine di oggi si basano molto su software ed elettronica che possono diventare obsoleti o non più supportati entro un decennio. Se qualcosa come il monitor di un irroratore si guasta e non può essere sostituito, la macchina potrebbe diventare inutilizzabile, anche se tutto il resto funziona ancora. Voss sostiene la necessità di tornare a funzioni più semplici, in "modalità manuale", per far funzionare le macchine a lungo termine.
Non si tratta solo di un calo del mercato, avverte Voss. È un segno che l'industria delle macchine agricole deve adattarsi ai cambiamenti delle strutture aziendali e ripensare le modalità di costruzione, vendita e assistenza dei macchinari.

