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Il crescente impatto dei dazi sui metalli sull'industria canadese

I dazi sui metalli imposti dagli Stati Uniti il 12 marzo 2025 stanno iniziando a mostrare i loro effetti dirompenti sulle industrie canadesi dell'acciaio e dell'alluminio, con scarse aspettative di una loro rimozione nel prossimo futuro. Queste tariffe, pari al 25% su acciaio e alluminio, hanno già sollevato notevoli preoccupazioni, dal momento che l'anno scorso il Canada ha esportato negli Stati Uniti metalli per un valore di circa 35 miliardi di dollari.

Una conseguenza immediata è l'aumento del costo delle merci. Per esempio, la sola tariffa sull'alluminio aggiunge 3.000 dollari al costo di un camion Ford F150, mentre le tariffe sull'acciaio fanno lievitare ulteriormente il prezzo, con circa 12.000 dollari in più di costi di produzione. Si prevede che questi aumenti di prezzo si ripercuotano a cascata, riducendo potenzialmente la domanda in settori chiave come quello automobilistico e delle costruzioni.

Sebbene i produttori canadesi di alluminio siano riusciti a trasferire parte di questi costi sui consumatori, l'effetto complessivo potrebbe essere una flessione della domanda, in particolare nei settori automobilistico e delle costruzioni, due dei loro principali clienti. Anche i produttori di macchinari che si affidano a questi metalli per la produzione potrebbero subire un aumento dei costi dei fattori produttivi e interruzioni delle catene di approvvigionamento.

I produttori di acciaio, tuttavia, si trovano ad affrontare una situazione più difficile. A differenza delle loro controparti in alluminio, non possono facilmente trasferire l'aumento dei costi agli acquirenti statunitensi. Il risultato è già stato il licenziamento, la riduzione della produzione e il rinvio degli investimenti. Inoltre, l'eccedenza globale di acciaio e le economie di spedizione limitano la capacità delle aziende di diversificare i partner commerciali, amplificando l'incertezza.

Gli esperti del settore chiedono un intervento del governo, come l'implementazione di protezioni alle frontiere per proteggere i produttori canadesi dalle importazioni a basso costo, che potrebbero contribuire a mitigare gli effetti di queste tariffe a lungo termine.

Nonostante le politiche tariffarie fluttuanti in altri settori, le tariffe sui metalli rimangono una sfida persistente. Se queste tariffe dovessero protrarsi per diversi anni, le aziende canadesi potrebbero trovarsi ad affrontare gravi rischi di liquidità. Gli analisti, tuttavia, rimangono fiduciosi che una riduzione delle tensioni geopolitiche possa innescare una ripresa, soprattutto se le tariffe sono temporanee.

Mentre il Presidente americano Trump mira a incrementare la produzione interna di metallo, i leader del settore, come William Oplinger di Alcoa, avvertono che il raggiungimento di questo obiettivo è un processo lungo. Gli Stati Uniti avrebbero bisogno di investimenti sostanziali nella capacità delle fonderie per soddisfare la domanda, un processo che potrebbe richiedere anni per concretizzarsi.

Per il momento, l'industria canadese si trova ad affrontare costi crescenti e incertezza, con poche possibilità di sollievo immediato. I produttori di macchinari e attrezzature potrebbero trovarsi ad affrontare queste sfide insieme al settore industriale in generale, con effetti che si ripercuotono sulle linee di produzione e sulle catene di fornitura.